Quando ho iniziato a pensare a questa relazione,
mi è venuto in mente con insistenza il clima presente alla fine
degli anni ‘70 tra i colleghi delle biblioteche pubbliche, delle biblioteche
di ente locale. L’atmosfera che si respirava nei nostri incontri professionali,
nei seminari, nei congressi, era quella del cambiamento; le biblioteche
pubbliche avrebbero mutato il modo di essere della biblioteca in Italia!
all’interno della nostra Associazione, noi dipendenti dai Comuni erano
quelli più avanzati, più innovativi, più disponibili
al cambiamento. Ed effettivamente abbiamo cambiato il modo di essere delle
biblioteca pubblica in Italia, anche se carenze di programmazione nazionale
e regionale, non hanno reso possibile un esteso sviluppo di questi essenziali
servizi informativi di base.
Non vorrei aver esagerato una sensazione
personale, un ricordo, ma la mia impressione è che adesso, 1996,
siamo di nuovo in un clima per molti versi simile.
Allora il processo era stato innescato da
due fatti: dall’attuazione con la Legge 382 della delega alle Regioni di
molte competenze, tra cui quelle sulle biblioteche comunali, favorendo
così un intervento propulsivo di queste verso lo sviluppo dei servizi
bibliotecari nel Comuni, e dalla scolarizzazione di massa e quindi dal
crescere di una forte pressione sociale verso servizi di supporto alla
scuola.
Si tratta di due processi politici, che dettero
l’avvio allo sviluppo delle biblioteche pubbliche italiane, fino ad allora
esistenti quasi solo nelle città capoluogo con la caratteristica,
prevalente, di biblioteche di conservazione.
Adesso il cambiamento è innescato,
non da scelte politiche nazionali o locali, ma da una rivoluzione tecnologica,
che da circa 6 mesi/un anno anche in Italia inizia ad incidere nella nostra
vita lavorativa, sociale e privata.
Le novità introdotte dallo sviluppo
impetuoso e travolgente di Internet, sono già state illustrate dai
colleghi che mi hanno preceduta questa mattina. A me tocca qui parlare
di come la biblioteca pubblica entri in questo cambiamento.
Ma prima di tutto, c’è modo di starne
fuori?
Qualche collega cercherà di continuare
il proprio lavoro nel modo tradizionale, occupandosi di incremento del
patrimonio nel modo tradizionale, di svolgere nel modo tradizionale attività
di promozione verso i ragazzi, di curare il settore della narrativa nel
modo tradizionale, di ‘animazione culturale’ ecc.
Ma andrà avanti per poco, senza incontrare
un o una utente che gli chiederà notizie di un libro che il nipotino
ha visto citato su una pagina di Internet, o una legge che gli hanno detto
di poter consultare gratuitamente e facilmente su Internet, o gli chiederà
di consultare personalmente dai suoi Pc Internet.
Sarà assediato! Perché la biblioteca
pubblica sempre più comincia ad essere individuata dal cittadino
come servizio informativo a 360 gradi. E se non vogliamo rinnegare la nostra
funzione dobbiamo imparare ad usare Internet.
Ai primi di luglio, in occasione di un seminario
sulle biblioteche pubbliche organizzato a Lussemburgo dalla Comunità
europea, il Presidente della Associazione bibliotecari danesi ha delineato
questi compiti per la biblioteca pubblica europea:
- strumento essenziale per offrire ai cittadini
europei accesso alle informazioni su qualsiasi supporto esse siano
- nodo locale di una rete di biblioteche
tra loco cooperanti
- supporto essenziale ai processi educativi
e di educazione permanente
- e infine servizio ad alto livello di professionalità.
A questi punti credo se ne possano aggiungere
altri che derivano dalle concrete sperimentazioni in corso in alcune biblioteche
pubbliche da tempo attive in Internet:
- servizio di snodo tra globalismo e localismo:
non solo quindi accesso locale alla rete mondiale, ma strumento di valorizzazioni
delle specificità locali. In questo senso, Internet oltre a rappresentare
uno strumento molto semplice ed amichevole per rendere accessibile da tutti
il mondo le nostre informazioni, rappresenta anche un utilissimo strumento
per gestire e far circolare in modo veloce e semplice, le informazioni
locali a livello locale.
e per quanto riguarda la specifica realtà italiana:
- attore essenziale dei processi di costruzione
delle reti civiche; le biblioteche sono il servizio comunale che ha maggiori
competente nella organizzazione e gestione di un servizio informativo e,
inoltre, una nuova competenza può essere assunta anche per quanto
riguarda la produzione di editoria elettronica del Comune
- strumento di salvaguardia e valorizzazione
della cultura locale sia come messa in linea di archivi di immagini, testi,
ricerche, relazioni, indagini ecc. che come costruzioni di spazi per la
produzione di testi letterari da parte di gruppi locali o singoli
Ma cosa deve fare la bibliotecaria/il bibliotecario
che intenda accettare la sfida? Per prima cosa, vediamo quali strumenti
Internet ci mette a disposizione:
- ci dà uno agile strumento di
comunicazione a livello professionale: questo significa che possiamo
scambiare opinioni, richieste di informazioni con colleghi italiani e stranieri
in tempi rapidissimi: in Italia esiste AIB-CUR, una lista di discussione
di bibliotecari, che può essere un utilissimo strumento di formazione
ed aggiornamento professionale; altre centinaia di liste esistono in Internet
sugli argomenti più particolari del nostro lavoro. La molteplicità
di fonti informative nel nostro settore sono così elevate che possiamo
effettuare ricerche anche molto complesse e specifiche usando solo Internet:
questa relazione, per esempio, e’ stata preparata, oltre che sulla base
della mia personale esperienza, facendo riferimento a 40/50 articoli, documenti,
guide recuperate direttamente in Inter-net stando alla mia scrivania, senza
spostarmi
Similmente sarà possibile, tra breve, quando i privati avranno colto tutte le opportunità di Internet,
verificare in modo semplice e veloce i rapporti con i propri fornitori,
verificare prezzi, consultando listini in linea e confrontando diversi
fornitori. Non esiste una ‘Guida Monaci’ di Internet, ma esistono ottimi
servizi informativi specifici per le biblioteche che offrono accesso ai
siti dei diversi operatori commerciali con cui dobbiamo trattare.
- ci offre l’accesso una risorsa informativa
in continua crescita: da un anno a questa parte la quantità di informazioni
relativi all’Italia è aumentata in modo considerevolissimo. Già
adesso ricerche tipiche del quick reference della biblioteca pubblica,
le domande brevi con risposte brevi, trovano sulla Rete molte risposte.
Inoltre, anche se l’Amministrazione pubblica italiana, in questo campo,
è ancora in notevole ritardo rispetto agli altri paesi europei,
nel mettere a disposizione dei cittadini archivi, informazioni, norme ecc.
in linea, con accesso gratuito e amichevole, è certo che questi
dati saranno progressivamente resi accessibili. Su Internet inoltre l’utente
è in condizione di recuperare notizie in tempo reale su iniziative,
attività, orari, servizi ecc. Molto di più dell’attuale Videotel,
estremamente rigido e macchinoso, sulle pagine WWW sarà possibile
scorrere i servizi informativi delle università, dei Comuni, dei
cinema, teatri ecc.
- ci fornisce uno agile strumento per organizzare
l’informazione. La costruzione di ipertesti in rete è una operazione
piuttosto semplice che consente di organizzare la propria informazione
interne in modo facilmente consultabile da parte dell’utente.
- ci offre uno veloce strumento per comunicare
con gli utenti: la posta elettronica consente, con procedure semplicissime,
un veloce scambio di informazione tra utenti e biblioteca per facilitare
l’attività di consulenza, di ricerca ecc.
Quindi di nuovo, quale il nostro compito specifico
della biblioteca pubblica in questa situazione?
Cambia il ruolo della biblioteca pubblica?
Personalmente non ritengo di aver cambiato professionalità da quando
ho iniziato nel 1977 a lavorare alla biblioteca comunale di Bagno a Ripoli:
sono cambiati gli strumenti del mio lavoro, ma non è cambiato l’obiettivo:
soddisfare i bisogni informativi dell’utente (locale, ma, adesso, anche
remoto).
Dopo che negli anni ‘70 erano nate le biblioteche
pubbliche con funzioni di ‘centro culturale’ - luogo indefinito in cui
si svolgevano prevalentemente iniziative di promozione degli assessori
- da una quindicina d’anni, a livello professionale si è iniziato
a parlare di biblioteca pubblica come ‘servizio informativo di base’, come
punto locale di accesso alla rete generale delle biblioteche e dei servizi
informativi.
Ma fino a quando non si è avuta la
diffusione di Internet, si trattava prevalentemente di una affermazione
di principio: la rete tra le biblioteche in Italia era del tutto inesistente;
e le biblioteche pubbliche di fatto svolgevano il ruolo di supplenza delle
biblioteche scolastiche.
Adesso invece la rete esiste davvero, e le
biblioteche che da tempo si erano poste questo obiettivo, sono pronte:
ora davvero noi possiamo diventare il punto locale di accesso alle risorse
mondiali. Il cardine tra globalizzazione e localismo: il servizio che garantisce
contemporaneamente l’accesso a tutte le risorse mondiali e la visibilità
della propria specificità locale.
Grazie ad Internet, il cittadino, dopo aver
seguito un corso di alfabetizzazione telematica fatto dalla biblioteca, potrà accedere da casa propria o da un Pc in biblioteca, guidato
dalle pagine costruite dalla sua biblioteca alle migliaia di informazioni
presenti in rete: troverà risorse per il suo hobby sulla filatelia,
ma potrà anche trovare documentazione digitalizzata di storia locale,
e contemporaneamente potrà controllare lo stato della sua pratica
edilizia all’Ufficio urbanistica, e prenotare, sempre con il Pc, una visita
medica e un albergo per le vacanze, senza fare code e senza perdere tempo.
Ma in che modo le biblioteche pubbliche si
stanno avvicinando a Internet?
Scorrendo i vari siti delle biblioteche pubbliche
nati in questi ultimissimi anni e mesi, possiamo individuare alcune tipologie
di interventi:
- la messa a disposizione degli utenti
di Pc per la consultazione di Internet in modo autonomo; di norma questa
iniziativa è preceduta o affiancata da corsi di introduzione ad
Internet organizzati dal personale della biblioteca o da volontari
- accesso in linea al proprio catalogo,
sia con un accesso diretto sul proprio calcolatore in sede sia consultando
una copia del catalogo esportata su un calcolatore accessibile da Internet
- gestione delle informazioni locali con
interessanti forme di editoria elettronica per far circolare bollettini
novità, guide ai vari servizi della biblioteca, calendari delle
iniziative locali, per attività di educazione alla multimedialità
con le scuole. Ma anche costruzione di gruppi di discussione tra gli utenti
per scambiarsi recensione di libri letti, raccogliere memorie per la storia
orale locale, fare annunci, ecc.
- guida alle risorse di Internet calibrate
sulla propria utenza: solo la biblioteca conosce bene gli specifici interessi
dei propri utenti e può’ svolgere quindi una essenziale funzione
di indirizzamento, filtro, valutazione. Troviamo quindi guide alle risorse
Internet per bambini, per donne, per anziani, guide per le famiglie ecc.
- quick reference: molte biblioteche che
da tempo attuavano un servizio di memorizzazione delle ‘risposte brevi
a domande brevi’, hanno adesso messo in linea questi archivi, per consentirne
la consultazione da remoto da parte degli utenti, e di bibliotecari di
altri istituti.
- consulenza in linea: la consulenza in
linea rappresenta una naturale evoluzione del servizio di Reference
svolto sia di persona che per telefono. Attraverso la posta elettronica,
l’utente può inviare, anche fuori dell’orario di apertura del servizio,
le sue richieste di consulenza alle quali il personale risponderà,
sempre per posta elettronica, non appena conclusa la ricerca.
- cooperazione tra più biblioteche
nella organizzazione cataloghi collettivi, costruzione comune di pagine
Web ecc.
- abbonamento in comune tra più
biblioteche a banche dati commerciali, riducendo in tal modo notevolmente
i costi
Cosa possiamo fare domattina in Italia?
Tecnicamente molto, in pratica un po' meno.
Quale la reale situazione italiana oggi?
- le reti telematiche sono di bassa velocità
e alti costi a causa della politica monopolistica della TELECOM e dell’assenza
di tariffe privilegiate per le biblioteche pubbliche. La rete telematica
GARR di proprietà del Ministero della Ricerca è, sino ad
ora, riservata alle Università ed agli enti di ricerca
- la burocrazia si dimostra assolutamente impermeabile alle innovazioni; la L. 241 sulla trasparenza è ancora
da applicare. Gli archivi di interesse per il cittadino non sono consultabili.
I siti dei Comuni sono ancora spesso pura facciata, dietro cui non c’è
alcuna informazione utile
- vi è scarsa attenzione da parte
della Pubblica amministrazione verso il volontariato, molto diffuso nell’ambiente
informatico e telematico ove ha attivato servizi interessanti e di buona
qualità. Queste forze potrebbero collaborare molto proficuamente
con le Amministrazione nella creazione e manutenzione di servizi informativi
comunali a basso costo.
Ultimo elemento, ma certo non il meno importante,
i costi di Internet: l’abbonamento a Internet costa poco (ca. 2/300.000
l’anno), l’attrezzatura (un Pc e un modem) costa ca. 2/2.500.000. Costi
alti sono soprattutto quelli umani: la formazione, la costruzione di pagine
informative, la loro manutenzione, la ricerca.
Ma quali sono gli aspetti positivi?
- Internet è uno strumento relativamente
semplice da usare e di veloce apprendimento
- è piuttosto facile ottenere ospitalità
per le proprie informazioni presso siti pubblici: ci sono diversi progetti
in corso di cumulo di cataloghi a livello di area gestiti su elaboratori
delle università. Anche i siti commerciali sono spesso disponibili
a dare ospitalità gratuita: la vendita spazi o di pubblicità
sui loro siti ha costi più alti se il sito contiene informazioni
di interesse e di qualità; è quindi naturale che i cataloghi
di biblioteche siano considerati informazioni di qualità.
- in questo settore c’è una elevata
presenza di volontariato. Siamo in presenza di una amplissima diffusione
di BBS locali: si tratta per la maggior parte di Pc con servizi di bacheca
elettronica e di archivi di files, che coinvolgono un elevatissimo numero
di giovani. Ci sono diversi esempi di reti civiche gestite con BBS: tra
le prime Desenzano e la Rete civica milanese. Vi sono anche su Internet
diversi siti gestiti da volontari e finalizzati a garantire la democrazia
in rete: la Città invisibile ha, per esempio, promosso una campagna
di stampa per l’abolizione della tariffa urbana a tempo (TUT), ed è
molto attiva anche verso le iniziative di costruzione di reti civiche e
di iniziative di alfabetizzazione telematica dei cittadini. Moltissime
sono le associazioni di volontariato con pagine e servizi su Internet.
- non va però neanche dimenticato
l’entusiasmo dei periodi pionieristici. Chi ha già avuto occasione
di ‘navigare’ ha presente come sia facile farsi prendere dall’entusiasmo
alla scoperta di questo mare magno dell’informazione, ma anche di questo
facilissimo strumento per comunicare con gente sparsa per tutta la faccia
della terra. Nell’organizzazione interna del servizio Internet è
bene tener conto di questo fattore, ma è anche necessario indirizzarlo
verso obiettivi coerenti con il servizio. Il responsabile della biblioteca
deve essere consapevole che il proprio personale deve passare molto tempo
a ‘navigare’ per costruirsi la sensibilità necessaria a trovare
le informazioni, a distinguere subito un sito ben organizzato da uno estemporaneo,
a valutare la qualità dell’informazione trovata, la sua attendibilità
ecc.
Quindi cosa fare? Quali i nostri compiti?
Potrei cercare di tratteggiare qui alcune
linee di attività per le varie figure che ruotano attorno alle biblioteche:
I bibliotecari devono dimostrare disponibilità
all’innovazione, tenendo però ben fermo l’obiettivo della biblioteca:
servire l’utente. Devono puntare alla organizzazione di programmi di sviluppo
dei servizi, utilizzando queste nuove tecnologie, ma in cooperazione con
altre biblioteche. Internet è infatti per sua natura uno strumento
di cooperazione e quindi ne va sfruttata al massimo tale potenzialità.
Contemporaneamente i bibliotecari devono rivendicare le proprie specifiche
competenze professionali di organizzatori di servizi informativi all’interno
del Comune: i nuovi servizi che stanno nascendo con lo sviluppo delle reti
civiche devono quindi vederli tra i protagonisti sia in quanto promotori
che in quanto organizzatori e fornitori del servizio.
Gli amministratori devono essere convinti
che la biblioteca comunale è l’unico servizio che il cittadino ha
a disposizione per garantirsi il diritto all’informazione; ma devono altresì
convincersi che si tratta di un servizio che necessita di alte professionalità
e di adeguati stanziamenti. Devono inoltre puntare allo suo sviluppo verso
dimensioni d’area convinti che sempre più la qualità del
servizio reso localmente all’utente dipende dalla ampiezza e qualità
della cooperazione attuata con le altre biblioteche.
L’AIB credo debba puntare molto ad iniziative
di formazione e aggiornamento del personale delle biblioteche pubbliche
in questo ambito, deve fornire servizi di consulenza, ed offrire supporto
verso le iniziative assunte dalla Comunità europea verso le biblioteche
pubbliche; è inoltre necessario garantire una visibilità
a livello nazionale di questi servizi dipendenti dai singoli comuni e quindi
privi di referenti a livello nazionale.