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Fondazione Elvira Badaracco
Riguardarsi
Manifesti del movimento politico delle donne in Italia
a cura di Emma Baeri e Annarita Buttafuoco

Protagon Editori Toscani, 1997


Corso 150 ore

Istituiti con il contratto dei metalmeccanici del 1973 che prevedeva 150 ore di tempo lavorativo retribuite dalle aziende per permettere ai lavoratori di migliorare la propria istruzione (non necessariamente finalizzati alla formazione professionale), a patto che i corsi stessi durassero almeno il doppio delle ore pagate dalle imprese. Col contratto del 1976 tale diritto si estende alla maggior parte delle categorie dei lavoratori dell'industria. Questi possono frequentare corsi di alfabetizzazione, corsi per il recupero della scolarità obbligatoria, corsi monografici non finalizzati a titoli di studio.

Molte donne vi partecipano, specie da quando si organizzano corsi monografici sulla salute, la gestione dei servizi, la condizione femminile. In Lombardia, ad esempio, tra il 1977 ed il 1980, si svolgono 76 corsi, organizzati dal Centro Innovazione Tecnologie Educative e dai sindacati. Vi partecipano 3.408 donne: il 45% costituito da operaie, il 38% da impiegate di età compresa tra i 25 ed i 30 anni.

I corsi, diffusi in tutta Italia, vedono una grande partecipazione e si sviluppa anche l'esperienza dei corsi diretti a casalinghe. Nel giro di un paio d'anni, però, si assiste ad una crisi di stanchezza che proviene soprattutto dalle difficoltà delle docenti - per lo più sociologhe, oltre a storiche e storiche della letteratura impegnate nei diversi gradi nell'insegnamento universitario - di reggere il compito di "insegnare alle donne". In alcuni casi la riflessione su quell'esperienza porta però alla creazione di strutture quali la Libera Università delle donne di Milano e, per altri versi, al Centro Culturale Virginia Woolf di Roma.




Pagina costruita il 31 ottobre 1998, modificata il 2001-04-15 a cura di Susanna Giaccai