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Fondazione Elvira Badaracco
Riguardarsi
Manifesti del movimento politico delle donne in Italia
a cura di Emma Baeri e Annarita Buttafuoco

Protagon Editori Toscani, 1997


Coordinamento per l'autodeterminazione della donna, Catania

Nasce nell'ottobre del 1980 dall'incontro di alcuni collettivi femministi con l'Udi e il Movimento di Liberazione della Donna. L'obiettivo immediato è la difesa della legge 194 sull'interruzione volontaria della gravidanza, nell'imminenza dei due referendum abrogativi del 1981. Ben presto le sigle di appartenenza scompaiono, per la difficoltà di definire e intrecciare le appartenenze, e al Coordinamento si partecipa a titolo personale.

A ridosso della scadenza referendaria, il Coordinamento organizza un seminario di riflessione su Sessualità, contraccezione, aborto. Per una riflessione sulla legge 194 e oltre (Catania, 8-9 maggio 1981) al fine di sottrarre l'impegno femminista alla stretta del Sì/No imposta dai referendum, recuperando forme di una pratica differente. Il 25-27 ottobre organizza un seminario sul tema Le donne, il tempo ritrovato, le istituzioni, nel quale si tenta il bilancio di due anni di rapporto con il Comune di Catania per l'affidamento di locali da adibire a Casa della donna.

Fin dal 1981 l'impegno del Coordinamento sulla questione antinucleare diventa il filo conduttore di una pratica politica che, attraverso incontri nazionali ed internazionali, seminari di studio e sit-in culmina nel 1983 con l'organizzazione dell'8 marzo internazionale a Comiso sul tema Donne e disarmo: una parola in più, al quale partecipano oltre mille donne provenienti da tutto il mondo. In occasione di questo impegno antimilitarista, il Coordinamento produce documenti che, tradotti in inglese e francese, hanno diffusione internazionale.

A partire dal 1984, dopo la mostra-laboratorio Frammenti di immagini sul materno, si consuma la crisi del Coordinamento, dal quale già si erano separate alcune donne che avevano costituito il gruppo Le Papesse. Nel 1985 un'altra scissione porta alla costituzione del gruppo Le Lune. Le donne rimaste decidono di chiamarsi Gruppo del Venerdì del Coordinamento.

Nel 1986 organizzano un seminario sulla sessualità: L'ambiguo desiderio; nel 1989 un incontro nazionale sulla Pedagogia della differenza sessuale, all'interno delle manifestazioni dell'8 marzo, alle quali partecipano tutti i gruppi femministi catanesi nel segno de I saperi della differenza. Nel corso di queste manifestazioni, Ada Di Salvo del Gruppo del Venerdì, proietta un video da lei prodotto, Tredici fili di felicità, nel quale si racconta la fine del gruppo politico ed il suo residuo affettivo, tredici donne, poi divenute otto, che si incontrano quando lo desiderano, riconoscendosi in una storia comune, che è diventata amicizia politica.




Pagina costruita il 31 ottobre 1998, modificata il 2001-04-15 a cura di Susanna Giaccai