Dietro le firme dei manifesti esposti nella mostra - di cui quelli
riprodotti in questo Catalogo costituiscono solo una parte - ci sono
i soggetti, vale a dire le donne, i gruppi, le associazioni, le strutture
più o meno formalizzate che questo strumento di comunicazione
e di autorappresentazione si sono dati. Ci è sembrato perciò
utile proporre alcune linee essenziali delle loro biografie, come
una sorta di filo per orientarsi meglio nella mostra e soprattutto
come ulteriore strumento di conoscenza.
Non si è trattato di un lavoro semplice ed il suo esito risulta
talora non del tutto soddisfacente, perché di alcuni di quei
soggetti si è perso addirittura il tracciato cronologico, se
non le finalità e le iniziative politiche: date di nascita
e di scioglimento, ad esempio, sono difficilmente ricostruibili con
precisione e mancano strumenti informativi organizzati. Persino l'Archivio
della Fondazione Elvira Badaracco, sebbene piuttosto ricco, tace su
alcune aggregazioni o non conserva - ma ci chiediamo se siano stati
prodotti - documenti attendibili quanto ai dati "anagrafici" essenziali:
come osserva Emma Baeri, i gruppi che hanno costituito il Movimento
alle sue origini, e non solo quelli, hanno avuto col tempo un rapporto
complesso, onnipotente, fino a rimuoverne la registrazione.
Abbiamo considerato qui soltanto i gruppi e le aggregazioni presenti
nella mostra con i loro manifesti o locandine: mancano, com'è
ovvio, quelli che non hanno prodotto, per motivi diversi, questo tipo
di documenti, ed anche alcuni di quei gruppi che, pur avendoli prodotti,
non sono stati compresi nella mostra per la necessaria selezione dettata
dal carattere dell'iniziativa che, per quanto ampia, non poteva essere
esaustiva.
Non ci siamo proposte, perciò, con queste "biografie", una
mappatura del Movimento femminista e del Movimento politico delle
donne italiano, né una sua storia.
Ciò nonostante, sia la mostra, sia questo Catalogo, rappresentano
per noi un "lavoro in corso", una possibile tappa nella ricostruzione
critica di una vicenda politica complessiva in cui la Fondazione intende
continuare ad impegnarsi, con la collaborazione di tutti i gruppi,
di tutte le donne che già hanno partecipato in vario modo a
questa prima fase e che qui ringraziamo, così come di altri
gruppi e di altre donne che vorranno unirsi a noi per proseguire in
questo progetto.
Milano 1997