![]() |
Fondazione Elvira Badaracco
Riguardarsi
Manifesti del movimento
politico delle donne in Italia
a cura di Emma Baeri e Annarita Buttafuoco
Protagon Editori Toscani, 1997 |
|
Lotta femminista
Nasce a Padova e a Ferrara nel 1971. Successivamente apre sedi a Venezia, Firenze, Milano, Bologna, Modena, Gela, Bolzano, Roma. A Roma vi aderiscono donne provenienti da Rivolta Femminile. Le sedi si collegano tra loro attraverso riunioni di coordinamento piuttosto frequenti. Lotta Femminista, nella quale si riconoscono anche donne con esperienze nel Movimento studentesco e con una impostazione originariamente marxista, rivendica la sua autonomia sia dalla sinistra storica che dalla sinistra extraparlamentare, convinta che solo un'organizzazione autonoma possa portare avanti la lotta per gli interessi e sui problemi specifici delle donne. Nella sua pratica politica tenta di fondere "teoria e pratica quotidiana, autocoscienza e azione, in un'unica dimensione politica" (cfr. Donnità. Cronache del femminismo romano, Roma, 1976, p.7). Chiede il salario al lavoro domestico, il diritto a lavorare meno, il controllo del proprio corpo da parte delle donne (maternità libera, aborto gratuito), asili nido gratuiti e controllati dalla comunità. Nel 1973, a Roma, alcune donne, uscite dal Movimento di Liberazione della Donna federato al Partito radicale ed altre uscite dal Fronte di Liberazione Femminile entrano a far parte del Collettivo di Lotta femminista che, per cancellare le diverse "etichette e per identificarci in un unico Movimento che si riconosceva nel Movimento Internazionale delle donne" (ivi, p.8), assume la denominazione di Movimento Femminista Romano. Nel 1974, in seguito alla rottura avvenuta in Lotta Femminista di Padova, si formano Gruppi per il salario al lavoro domestico e il Comitato Triveneto per il salario al lavoro domestico. Pagina costruita il 31 ottobre 1998, modificata il 2001-04-15
a cura di Susanna Giaccai
|